Montesolo nasce da un’idea piuttosto semplice: un Franciacorta non ha bisogno di mettersi in posa per dimostrare di essere importante.
Dietro queste etichette c’è tutto quello che deve esserci: territorio, Metodo Classico, Chardonnay, tempo, affinamento sui lieviti e quella dose di pazienza senza la quale le bollicine restano soltanto bollicine.
Poi, però, abbiamo tolto il resto.
La soggezione, i discorsi troppo lunghi, certe liturgie da degustazione e quell’aria serissima che ogni tanto il vino si porta dietro senza averla chiesta.
Montesolo è Franciacorta fatto come si deve, ma bevuto come si vuole.
È il calice aperto con quell’amico che di vino ne sa abbastanza da non aver bisogno di dimostrarlo.
È una tavolata di persone che amano mangiare bene e bere meglio.
È una bottiglia stappata con un panino, perché qualche volta l’abbinamento perfetto è semplicemente quello che avevi voglia di mangiare.
È l’aperitivo che doveva durare mezz’ora e diventa cena.
La cena che diventa dopocena.
Le chiacchiere si allungano, arriva un’altra bottiglia, poi forse un’altra ancora, e a un certo punto nessuno si ricorda più di contarle.
Ecco.
Montesolo sta esattamente lì.
Preciso senza essere rigido, elegante senza diventare cerimonioso, capace di stare a tavola senza pretendere che tutti smettano di parlare quando arriva.
Perché conoscere bene il vino insegna anche questo:
la qualità non ha bisogno di darsi delle arie.